Sinicrope pubblica sul New Engl J Med i risultati dello studio ATOMIC: 10% in Disease Free Survival (DFS), aggiungendo atezolizumab alla chemioterapia (mFOLFOX) per pazienti con carcinoma del colon operato in stadio III e dMMR/MSI. Un avanzamento “atomico”, ma in fondo un risultato atteso sulla base della nota sensibilità di questi tumori agli inibitori dell’asse PD-1/PD-L1.
Circa il 10-15% dei casi di carcinoma del colon presenta la condizione di deficit del Mismatch Repair, cui corrisponde la Instabilità Microsatellitare e l’accumulo di neoantigeni. Poiché il tumore del colon è -a livello globale- il terzo per incidenza e il secondo per mortalità, gli avanzamenti che riguardano la terapia adiuvante (e quindi la possibilità di ottenere la guarigione definitiva) sono veramente molto importanti. Lo studio permetterà successivamente di rilevare l’impatto sulla sopravvivenza (ora i tempi di osservazione non sono maturi): quelli presentati sono i dati relativi all’endpoint primario, ovvero la DFS (recidiva o morte). Certamente un grande problema rimane aperto e cioè il confronto con l’immunoterapia neoadiuvante: infatti, nello studio NICHE-2 e in altri studi è dimostrata un’elevata incidenza di Risposte Patologiche Complete con l’applicazione preoperatoria di immunoterapia in pazienti con dMMR (eventualmente sindrome di Lynch). Nel trial in corso AZUR-2 sono confrontate le due strategie: immunoterapia neoadiuvante seguita da chirurgia versus la sequenza inversa (nel caso specifico viene impiegato il dostalimab).