“In espansione” è l’utilizzo del radio ligando [177Lu]-PSMA-617-PSMA-617 nel cancro della prostata. Su Lancet Oncology sono pubblicati tre nuovi studi su questo radioligando il primo dei quali con finalità di definizione diagnostica/prognostica e gli altri due con nuove possibili applicazioni terapeutiche (per ora rimangono sperimentali) in situazioni cliniche differenti rispetto all’uso già codificato (carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione).

Per il carcinoma prostatico molto importante rimane il problema della definizione prognostica e per questo ricordiamo anche una nuova pubblicazione relativo alla piattaforma STAMPEDE (quanti risultati continuano a emergere da questa ampia collaborazione internazionale su migliaia di pazienti!); nel lavoro di Khayani si guarda all’impatto del livello di PSA durante il trattamento e al suo significato prognostico anche in relazione al volume della malattia neoplastica o alla positività dei linfonodi (nei casi non metastatici). D’altro canto - anche per la definizione diagnostico/prognostica - le cose stanno rapidamente cambiando con l’impiego sempre più frequente della PSMA-PET; con i risultati di questa indagine (associata ad altri parametri) Karpinski costruisce e valida un nuovo nomogramma prognostico. Per passare poi al versante delle applicazioni terapeutiche di [177Lu]-PSMA-617-PSMA-617, due nuovi studi pubblicati su Lancet Oncology ci offrono risultati preliminari nel carcinoma prostatico oligometastatico e ormonosensibile (il radioligando come alternativa alla terapia androgeno soppressiva con la finalità di posticiparla) e nel carcinoma prostatico metastatico e resistente alla castrazione (in associazione con pembrolizumab per sfruttare potenziali sinergie di radiazioni e immunoterapia).