È la volta di un nuovo farmaco (first in class!) il daraxonrasib, un farmaco che ha come target lo stato attivo di RAS (presente nella stragrande maggioranza dei casi di adenocarcinoma pancreatico). E i risultati ottenuti in casi di adenocarcinoma pancreatico sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine e presentati in sessione plenaria all’ASCO di Chicago (con tanto di applauso a scena aperta).

La proteina KRAS (omologa dell’oncoproteina virale dei sarcomi del ratto) è l’interruttore di una pathway intracellulare che trasmette segnali dalla superficie al nucleo, promuovendo la proliferazione. L’oncogene è una variante della proteina permanentemente in posizione “on”. Lo stato “on” (legato a GTP) attiva una serie di segnali downstream (RAF, ERK, MAPK): nel cancro il segnale non si esaurisce perché la proteina alterata è insensibile all’azione degli enzimi GTP-asi e rimane quindi in posizione “on” (legata a GTP). Una luce, un segnale positivo per i pazienti con carcinoma del pancreas avanzato: il lavoro pubblicato riporta una risposta in un terzo dei pazienti che presentano le mutazioni RAS G12, G13 o Q61 (con durata mediana della risposta di 8 mesi). La presentazione ad ASCO 2026 (relativa al trial di fase III) riporta un raddoppio della sopravvivenza rispetto alla chemioterapia (le ragioni dell’applauso: forse una luce in fondo al tunnel).