La risonanza magnetica multiparametrica migliora l'accuratezza diagnostica della diagnosi di cancro alla prostata rispetto alla biopsia prostatica guidata da ultrasuoni. Tuttavia, nei pazienti con risultati di risonanza magnetica ambigui (o non sospetti, ma in casi alto rischio clinico) una parte dei pazienti avrà comunque un cancro alla prostata clinicamente significativo. In questa situazione clinica la biopsia è raccomandata. Il recettore antigene di membrana specifico prostatico (PSMA) è sovraespresso nella maggior parte dei casi di adenocarcinoma prostatico e può ora essere utilizzata la  PSMA PET-CT.

L’utilizzo della gallio-68 ([⁶⁸Ga]Ga)-PSMA-11 PET-CT è ben consolidato per stadiare il cancro in caso di metastasi linfonodali o a distanza, in caso di recidiva biochimica e per predire la risposta al lutezio-177 PSMA. Lo studio PRIMARY ha mostrato che l'aggiunta di [⁶⁸Ga]Ga-PSMA-11 PET-CT alla risonanza magnetica ha migliorato valore predittivo e sensibilità per tumori maligni clinicamente significativi. L'aggiunta di PSMA-PET a una risonanza magnetica non sospetta con alto rischio clinico o risonanza equivoca ha dimezzato il numero di uomini che necessitavano di biopsia senza diminuire la rilevazione di una neoplasia clinicamente significativa. I dati di questo studio randomizzato controllato di fase 3 forniscono evidenze di alto livello per estendere l'uso del PSMA PET alla diagnosi di cancro alla prostata come strumento di triage per uomini con risonanza magnetica ambigua o non sospetta ma a rischio clinico di cancro alla prostata (che attualmente sarebbero considerati per la biopsia prostatica).