La conservazione d’organo è un obiettivo importante nella gestione del carcinoma rettale, ma rimane sinora poco sviluppata per la malattia in stadio iniziale e intermedio (T1–T3bN0M0). L'escissione mesorettale totale (TME) rimane lo standard di cura, avendo contribuito in maniera sostanziale alla riduzione del rischio di recidiva loco-regionale, al prezzo di sostanziali conseguenze negative (colostomia, disfunzioni intestinali, sessuali ed urinarie).
La ricerca clinica sta procedendo con grandi studi randomizzati sulla strada della possibilità di preservare il retto, almeno in condizioni particolari, anche attraverso la personalizzazione della terapia: questa è basata su definizione molecolare, definizione dell’estensione della malattia, preferenze del paziente, innovazioni in terapia radiante e farmacologica. Due studi recentemente pubblicati sulle testate di Lancet (si tratta di due trial randomizzati: STAR-TREC e TESAR) - pur nella complessità del disegno e nella conseguente difficoltà di leggere e interpretare i risultati - aggiungono informazioni importanti per i gruppi multidisciplinari che si occupano di neoplasie del retto in fase non metastatica.
- E Fokas & R-D Hofheinz. STAR-TREC and TESAR trials: strengthening the evidence for organ preservation in rectal cancer. Lancet Oncology 2026; 27: 1120-1132
- SP Bach, et al. Chemoradiotherapy versus short-course radiotherapy for response-adapted organ preservation in early-stage and intermediate-stage rectal cancer (STAR-TREC): 12-month results of an international, multicentre, open-label, parallel-group, randomised, phase 2/3 trial. Lancet Oncology 2026; 27: 1058-1060
- Moolenaar L, et al. Adjuvant chemoradiotherapy versus completion total mesorectal excision after local excision for early rectal cancer (TESAR): a multicentre, randomised, controlled, phase 3, non-inferiority trial. Lancet Gastroenterol Hepatol 2026; 11:557-569