Ancora oggi le possibilità maggiori di guarigione si hanno trattando i tumori in fase precoce. La rilevazione del DNA tumorale circolante (biopsia liquida) è ormai un metodo riconosciuto - sia per i tumori solidi sia per le neoplasie ematologiche - per il monitoraggio della risposta e l’individuazione di malattia minima residua. Da anni si sta lavorando sulla possibilità di utilizzare questo metodo per diagnosticare neoplasie in fase iniziale in soggetti asintomatici (un nuovo screening! In teoria dedicato all'individuazione di tutte le neoplasie e particolarmente importante per quelle “non coperte” dagli screening tradizionali).

Lo studio di NHS-Galleri, pubblicato sul New Engl J Med e su Nature Med è sostanzialmente negativo per quanto attiene all’endpoint primario (una significativa riduzione dei tumori in stadio III-IV nel braccio sperimentale), ma qualche segnale positivo arriva dall’analisi approfondita dei dati: tanto da poter dire che è giustificata la prosecuzione di studi (a partire dall’osservazione con un follow-up più prolungato per l’NHS-Galleri). Certamente, come è accaduto per NHS-Galleri, le molte aziende che hanno sviluppato test analoghi debbono collaborare con i grandi sistemi sanitari per arrivare a prove di efficacia, attraverso grandi studi randomizzati.