Non è finita: nel numero 84 (La prima linea che cambia) del 26 dicembre 2025 e nel numero 92 (Senza tregua) del 20 febbraio 2026 abbiamo già affrontato il problema della prima linea di trattamento per il carcinoma mammario metastatico HER2-positivo. Ma il quadro non è completo senza i risultati dello studio PATINA, ora pubblicati sul New England Journal of Medicine. Questa ricchezza di dati e risultati sulla situazione clinica considerata, riporta al centro il ruolo dell’Oncologo, che deve usare giudizio clinico nell’interpretare i risultati e poi condividere la scelta con la paziente.

Nello studio PATINA oltre 500 pazienti (carcinoma mammario HER2-positivo e HR-positivo in fase metastatica) sono state randomizzate a ricevere o meno il palbociclib come mantenimento. A un follow-up mediano di 53,5 mesi, le pazienti del gruppo palbociclib mostravano una sopravvivenza libera da progressione significativamente più lunga rispetto a quelle del gruppo con terapia standard (durata mediana 44,3 mesi vs. 29,1 mesi; rapporto di rischio per la progressione della malattia o la morte 0,75; p = 0,02). Gli eventi avversi di grado 3 e 4, prevalentemente dovuti alla neutropenia, si sono verificati rispettivamente nel 79,7% e nel 10,0% dei pazienti nel gruppo con palbociclib, rispetto al 30,6% e al 3,6% dei pazienti nel gruppo con terapia standard. Quindi, Nel studio PATINA di fase 3, l'aggiunta di palbociclib ad anti-HER2 e terapia endocrina ha prolungato la sopravvivenza senza progressione di oltre 1 anno in pazienti con cancro mammario avanzato HER2-positivo e recettore estrogenico positivo.