Dopo il numero cento, anche il numero centouno è dedicato a un ventennale: riguarda il cosiddetto protocollo Stupp. Dopo venti anni continua a rimanere lo standard per il glioblastoma. Dall’introduzione del protocollo Stupp (radioterapia e temozolomide concomitante) sono stati fatti numerosi tentativi per migliorare la prognosi dei pazienti con glioblastoma, ma i risultati sono stati tutti negativi.
E, ciò nonostante, i grandi avanzamenti in tema di conoscenze della biologia di questo tumore e anche in tema di caratterizzazione molecolare e medicina di precisione. Dal 2005 sono stati realizzati più di dieci trials randomizzati di fase III e solo in uno di essi è stato rilevato un vantaggio, quello dei Tumor Treating Fields (TTFields), un dispositivo che determina campi elettrici alternati e produce risultati analoghi alla temozolomide. Anche l’immunoterapia (o meglio gli immuno check-point inhibitors) segna il passo di fronte al glioblastoma. L’articolo di Krahsraw su Lancet Oncology getta anche le basi per una nuova visione della ricerca sul glioblastoma, che mette insieme impegni e sforzi di Accademia e Industria.